ADRANO. TOPI ALLA MAZZINI. ATTUATA LA DERATTIZZAZIONE

Numerosi alunni questa mattina non sono entrati alla scuola media Mazzini di Adrano, una decisione scaturita dal fatto che nei giorni scorsi alcuni topi sono stati avvistai all’interno di una classe. Una presenza non certa gradita quella dei topi a scuola, da qui la presa di posizione dei genitori che hanno chiesto al dirigente scolastico e al comune interventi immediati, alcuni genitori hanno chiesto anche la chiusura della scuola. Sulla vicenda la preside ha sottolineato che la situazione è sotto controllo e che il comune è intervenuto subito, procedendo alla collocazione di dispenser con esche avvelenate sia all’interno della scuola che all’esterno. In una nota pubblicata sul sito internet della Mazzini avente per oggetto “operazioni di derattizzazione dei locali scolastici”, si legge : “si comunica ai genitori e al personale scolastico che in data 19 novembre 2014, il Comune di Adrano si è attivato in merito al problema in oggetto, con modalità tali da non nuocere in alcun modo agli alunni. Tali interventi hanno pertanto scongiurato ogni eventuale rischio di chiusura dell’Istituto”. Nota anche dell’ufficio Ambiente del Comune che spiega “lo spargimento di esche avvelenate in maniera incontrollata non si può fare per ragioni di sicurezza pubblica, perché potrebbero essere intercettate da animali domestici. Un intervento di derattizzazione che copra l’intero territorio prevede che il paese venga diviso in settori il cui raggio sia almeno di 500 metri e all’interno di questi vengano installati un numero di dispenser con esche, che permettono l’accesso ai topi ma risultano sicuri per cani e gatti. Questi dispenser prosegue la nota del comune, vengono periodicamente ricaricate, e precisa che l’intero territorio è sotto copertura e che si sta procedendo con la programmazione di un’altra serie di interventi di derattizzazione. L’ufficio ambiente conclude invitando i cittadini a continuare a fare le loro segnalazioni.

media mazzini

Autore: Redazione

Condividi questo articolo su

Commenti su Facebook