Lo scorso fine settimana la Polizia di Stato ha denunciato un 37enne, che dopo un banale diverbio stradale ha inseguito per le vie del centro di Adrano un’auto a bordo della quale viaggiava una famiglia, composta da un uomo che era alla guida, dalla moglie, dalla figlia e dai suoceri. Lo rende noto un comunicato della questura di Catania.
Secondo quanto raccontato dalle vittime ai poliziotti del Commissariato di Pubblica sicurezza di Adrano, tutto avrebbe avuto inizio quando la loro macchina, nel percorrere una via del centro, avrebbe rischiato la collisione con un suv che procedeva a velocità sostenuta in direzione opposta. Alla legittima richiesta di guidare con maggiore prudenza, il conducente del suv avrebbe reagito in modo inaspettato e violento: ingranata la retromarcia, avrebbe stretto l’auto con a bordo la famiglia fino a danneggiarne la fiancata.
Non soddisfatto, l’aggressore sarebbe sceso dal mezzo inveendo contro il conducente dell’auto danneggiata, che, spaventato per l’incolumità dei propri cari, avrebbe tentato di allontanarsi. A questo punto, tuttavia, la situazione sarebbe degenerata, in quanto il conducente del suv si sarebbe posto all’inseguimento della famiglia, tallonandola per diverse vie del paese a velocità folle. Una volta giunti alla periferia di Adrano, l’aggressore avrebbe urtato volontariamente una seconda volta il veicolo, tentando manovre azzardate per costringere il conducente a fermarsi. Solo dopo diversi chilometri di tensione, l’uomo sarebbe riuscito a seminare l’aggressore e a raggiungere il Commissariato di pubblica sicurezza.
I poliziotti del Commissariato, grazie all’analisi incrociata delle telecamere di videosorveglianza del Comune, sono risaliti in breve tempo al proprietario del suv.
Raggiunto presso la propria abitazione, l’uomo ha tentato di giustificare la propria condotta parlando di una reazione dovuta ad una manovra brusca dell’altro automobilista, a causa della quale la figlia minorenne, seduta sul sedile passeggero del suv, avrebbe battuto la testa.
Tuttavia, proprio durante questo tentativo di discolpa, i poliziotti hanno notato che le cinture di sicurezza del suv erano agganciate negli alloggiamenti, un escamotage che viene utilizzato per evitare di indossarle ed ingannare i sensori acustici dell’auto. Un’imprudenza che, se evitata, avrebbe probabilmente impedito alla figlia di subire l’urto, indipendentemente dalla dinamica del sinistro.
Alla luce dei fatti accertati e dei danni riscontrati sui veicoli, il 37enne è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva.

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