La Polizia di Stato ha sequestrato a Catania oltre 200 chili di fuochi pirotecnici pronti per essere utilizzati nel corso di uno spettacolo pirotecnico abusivo, organizzato da due catanesi di 32 e 56 anni per festeggiare Santa Maria della Salette, nel quartiere San Cristoforo.
Il blitz della squadra volanti della Questura di Catania è scattato dopo che due poliziotti, liberi dal servizio, hanno notato alcuni movimenti sospetti sul terrazzo di un’abitazione privata. Giunti presso l’abitazione, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico si sono imbattuti in una vera e propria installazione di artifizi pirotecnici, appartenenti alle categorie per le quali bisogna possedere specifiche competenze.
Tenuto conto della pericolosità dei fuochi, collegati tramite delle centraline elettriche di accensione, è stato attivato il nucleo artificieri della Questura che, sin dalle prime verifiche, ha confermato il potenziale pericolo per l’incolumità pubblica.
L’intervento dei poliziotti specializzati nel maneggio di questo tipo di materiale esplodente ha permesso di scongiurare rischi diretti per i due catanesi di 32 e 56 anni che, senza alcuna licenza, stavano per dare il via allo spettacolo pirotecnico abusivo. Complessivamente, sono stati sequestrati 63 prodotti, in parte alterati e difformi dai modelli riconosciuti, per un peso di 200 chili.
Dagli accertamenti effettuati sul posto, è emerso che, in ogni batteria, era stato praticato un foro per l’applicazione diretta degli accenditori elettrici, rendendo il tutto particolarmente pericoloso.
I due catanesi stavano operando sprovvisti della speciale abilitazione professionale richiesta dalla legge per l’uso e la gestione di simili manufatti esplosivi, determinando una situazione di concreto rischio, peraltro in un contesto affollato da fedeli presenti in zona per partecipare alle celebrazioni religiose.
I poliziotti della squadra artificieri hanno messo in sicurezza l’area, sequestrando i fuochi d’artificio che, come disposto dal Pubblico Ministero di turno, sono stati portati in un’area idonea per la distruzione, secondo le norme di sicurezza.
I due catanesi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per fabbricazione o commercio abusivo di materie esplodenti, per esercizio abusivo di una professione, in concorso tra loro, e per violazione delle norme del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e della normativa che disciplina il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi, ferma restando la presunzione d’innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva.


